
Bar italiani, 24 mila attività in meno in sei anni: cosa sta cambiando
Bar italiani, 24 mila attività in meno in sei anni: cosa sta cambiando?
Tra il 2019 e il 2025 l’Italia ha perso oltre 24 mila imprese del servizio bar. Dietro il dato c’è una domanda che riguarda tutto il settore Horeca: come può restare sostenibile un locale oggi?

Il bar sotto casa è molto più di un posto in cui bere un caffè. È un punto d’incontro, una presenza quotidiana nel quartiere e, spesso, la prima attività ad accendere le luci al mattino. Per questo il calo dei bar italiani colpisce anche chi non lavora nella ristorazione.
Secondo un’elaborazione di Confesercenti sui dati delle Camere di commercio, le imprese del servizio bar sono passate da169.839 nel 2019 a 145.766 nel 2025: 24.073 in meno, pari al 14,2%.
Dove si avverte di più il calo
La diminuzione riguarda tutto il Paese. In valore assoluto, Lombardia e Lazio registrano le perdite maggiori; il fenomeno interessa però anche le altre regioni, i centri storici, i quartieri e i piccoli comuni. Quando un bar scompare, può venir meno anche un luogo di relazione e un servizio di prossimità.

Il dato invita a guardare oltre il numero delle serrande abbassate. Un’attività può avere clienti e, allo stesso tempo, faticare a sostenere affitto, personale, energia, materie prime e ore di apertura. Per capire la salute di un locale non basta contare gli scontrini: occorre conoscere quanto resta dopo i costi.
Cosa può fare oggi un bar
Non esiste una formula valida per tutti. Per un bar di quartiere la forza può essere un servizio rapido e costante, costruito sulle abitudini dei clienti. Per un locale serale possono contare una proposta riconoscibile, una carta curata e un’esperienza che dia un motivo per tornare.
In entrambi i casi, alcune scelte meritano attenzione: misurare il margine dei prodotti, ridurre gli sprechi, organizzare i turni sulle fasce di domanda reale e formare chi lavora al banco. Anche un menu più corto può funzionare meglio di un’offerta ampia che richiede scorte, tempo e lavorazioni difficili da sostenere.
Innovare non significa necessariamente cambiare identità. Può voler dire rendere più semplice ordinare, comunicare meglio ciò che distingue il locale o proporre prodotti coerenti con la propria clientela. La tecnologia aiuta quando risolve un problema concreto; l’accoglienza resta nelle mani delle persone.

Il futuro del bar passa dai conti e dalle relazioni
Gli undici bar in meno al giorno raccontano una trasformazione lunga sei anni. Non dicono che il bar italiano sia destinato a sparire, ma mostrano quanto sia difficile mantenere in equilibrio un’attività che deve offrire qualità, servizio e prezzi sostenibili.
Per chi gestisce un locale, la risposta parte da una conoscenza precisa dei propri numeri e dei propri clienti. Per chi frequenta i bar, il dato ricorda che dietro un caffè al banco c’è un’impresa, con persone, competenze e costi quotidiani. Difendere il valore del bar significa anche riconoscere il lavoro necessario a tenerlo aperto.
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