Curiosità dal Mondo del Bere

TRA ARTE E ALCHIMIA

J.Rose London Dry gin è un ottimo gin italiano e si veste d’arte con le illustrazioni del

grande Milo Manara: scopriamolo insieme…

(illustrazione in copertina di Enzo De Paola per J.Rose)

Un London Dry che rimane sempre se stesso ma cambia veste, indossando ben otto etichette diverse, tutte d’artista e tutte da collezionare: è J.Rose, distillato che nasce in Salento da un’idea di Dario Roselli, proprietario dell’atelier esclusivo Affreschi & Affreschi che progetta pareti sartoriali materiche. L’artista che ha “vestito” le bottiglie di J.Rose London Dry Gin è Milo Manara, icona del settore fumettistico e famoso per la sensualità delle sue rappresentazioni femminili. Abbiamo parlato con Dario Roselli per farci raccontare questa storia affascinante e originale.



Dario, parliamo subito delle bellissime etichette di J.Rose London Dry Gin, firmate da Milo Manara.

Molto volentieri. Tutto nasce dalla mia azienda Affreschi & Affreschi, che produce da vent’anni carta da parati di design su misura, composta da uno strato di intonaco ottenuto con un impasto di diverse materie prime di pregio, tra cui spiccano il marmo di Carrara e il travertino romano. Alle nostre collezioni collaborano vari artisti, l’ultimo dei quali è proprio Milo Manara, che ha firmato una nostra collezione appena presentata al Salone del Mobile di Milano. 

L’idea di utilizzare la nostra carta da parati su bottiglie di alcolici è nata quasi per gioco a Natale, quando ho deciso di regalare ai miei clienti dei distillati usando come etichetta il nostro ultimo prodotto firmato da Manara. Trattandosi di un materiale particolare, il risultato sembra proprio un affresco: le persone che hanno ricevuto il regalo sono impazzite! Da lì ho deciso di produrre un mio distillato da immettere sul mercato, con otto diverse etichette, tutte da collezionare.



Oltre alle etichette, colpisce anche l’originalità del pugnale conficcato nel tappo di J.Rose

Sì, nel tappo è inserito un piccolo pugnale che si può sfilare e riutilizzare, come portachiavi o ciondolo. Una scelta che ho fatto per dare alla bottiglia un’identità ben specifica, una forte riconoscibilità e un apporto in più oltre alla forte presenza dell’opera di Manara.

Come sei passato dall’idea alla pratica? Come è nato J. Rose London Dry Gin?

Mi sono mosso velocemente: grazie alle conoscenze ottenute negli anni con la mia azienda molte ricerche sono state veloci, ad esempio quella della bottiglia, che ha un design particolare. Mi sono concentrato sullo sviluppo della ricetta e sulla ricerca della distilleria più adatta per produrre J.Rose, scegliendo infine una distilleria pugliese che ha saputo dare vita al distillato che avevo in mente. In quattro mesi l’idea si è trasformata in realtà, dedicandomi al progetto totalmente.

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Parlaci delle caratteristiche di J.Rose, quali sono le botaniche che hai scelto?

C’è il bergamotto che arriva dalla Calabria come agrume principale, molto profumato, che non presenta la classica asprezza di altri agrumi: è molto delicato. Poi ci sono i fiori di fico d’India che vengono dalla Sicilia e donano un profumo delicato. Le altre botaniche che compongo J.Rose sono l’angelica, il cardamomo, la buccia di mandarino e il coriandolo. C’è anche un’ultima botanica, ma rimane segreta ed è quella che fa la differenza e che rende J.Rose bevibile anche liscio, perché è una botanica astringente, che ripulisce, lo rende in qualche modo simile a una grappa. Ho scelto di produrre un London Dry perché lo reputo il tipo di gin più pregiato e raffinato: volevo il meglio, un distillato superiore.

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Da dove prende spunto il nome J.Rose?

Per adesso l’origine del nome resta un segreto, forse un giorno deciderò di svelare il mistero!

Come consigli di gustare J.Rose London Dry Gin?

Come ti dicevo prima, grazie alla botanica segreta astringente J.Rose è perfetto da gustare liscio. In mixology, se si utilizza per preparare un gin tonic consiglio una tonica neutra che non rovini la delicatezza del bergamotto. Si presta benissimo nella preparazione di tutti i cocktail secchi.

Hai in cantiere la produzione di altri distillati in futuro?

In questo momento mi concentro sul gin già realizzato. La mia idea è poi quella di uscire con altri artisti dopo questa collezione di Manara, in tirature limitate. 

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